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TENS

(elettroterapia)

 

TENS

L’elettroterapia è una branca della terapia fisica che utilizza a scopo terapeutico gli effetti biologici indotti dall’energia elettrica. La terapia viene effettuata facendo attraversare da una specifica corrente elettrica la parte del corpo da trattare e, a seconda dell’obiettivo terapeutico che si deve raggiungere, si seleziona la forma di corrente più appropriata. I due tipi di corrente utilizzata sono corrente continua e corrente variabile. L’applicazione dell’elettroterapia al corpo umano produce degli effetti biologici caratteristici e degli effetti biologici comuni. Quelli comuni sono: Vasodilatazione, effetto comune a tutte le correnti impiegate per l’elettroterapia, le quali provocano la dilatazione dei vasi tramite il riscaldamento dei tessuti attraversati o per l’aumento del metabolismo dei tessuti oppure per azione sulle fibre nervose del sistema autonomo. La vasodilatazione comporta un aumento del flusso sanguigno che fa pervenire sostanze nutritizie e facilita la rimozione dei cataboliti e delle sostanze algogene, migliorando la nutrizione dei tessuti e attenuando il dolore. Effetto termico, prodotto nei tessuti dall’attraversamento della corrente, è direttamente proporzionale alla resistenza e intensità della corrente e al tempo. Si verifica maggiormente nelle correnti ad altissima frequenza.

CARATTERISTICHE

La T.E.N.S. è una corrente variabile con caratteristico effetto analgesico.
La parola T.E.N.S. è un acronimo inglese di Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator, che significa Elettrostimolazione nervosa transcutanea.
Questa corrente è stata introdotta in elettroanalgesia sulla spinta della teoria del cancello (Gate-control) di Melzack e Wall e ha conquistato rapidamente un ruolo primario nella terapia del dolore, grazie alla sua efficacia.
La T.E.N.S. svolge esclusivamente un’azione antalgica ad insorgenza rapida, per attivazione di sistemi di inibizione periferica degli stimoli nocicettivi secondo la teoria del Gate-Control, nonché sullo stimolo alla
produzione e liberazione di oppioidi endogeni, neuropeptidi e neuromediatori.
Gli impulsi erogati sono rettangolari di breve durata seguiti da una piccola onda negativa; inoltre sono bilanciati, cioè l’area della porzione positiva è uguale a quella negativa, ciò permette di effettuare anche trattamenti prolungati senza produrre danni alle membrane. L’attivazione data dagli impulsi riguarda elettivamente le fibre di grande diametro e blocca gli impulsi nocicettivi.

APPLICAZIONI E INDICAZIONI TERAPEUTICHE

La terapia viene effettuata con il posizionamento di due elettrodi sulla zona interessata e la regolazione dell’intensità, aumentandola progressivamente fino ad ottenere una sensazione di formicolio che sia percepito intenso ma tollerabile per il paziente, poiché tende gradualmente a ridursi a causa dei fenomeni di adattamento delle fibre nervose agli stimoli elettrici ripetuti.

Indicazioni: L’applicazione locale è indicata sia nelle forme algiche acute, come nel postoperatorio, nei traumi, nelle sindromi radicolari in fase irritativa e in presenza di trigger points, sia in quelle croniche come i dolori articolari, le nevralgie e i dolori neurologici di diversa origine.

In sintesi:

  • Postumi dolorosi di traumi articolari e interventi chirurgici
  • Artropatie acute e croniche
  • Nevralgie
  • Algie muscolari
  • Affezioni tendinee

Controindicazioni:

  • Pacemaker, divieto assoluto per rischio di interferenza della corrente con la sua attività
  • Dermatiti e lesioni cutanee in prossimità della zona di applicazione
  • Aree di ipoestesia cutanea (ridotta sensibilità)
  • Presenza di metallo intratissutale (protesi articolari e osteosintesi metalliche)
  • Gravidanza, non essendo accertata l’innocuità se ne sconsiglia l’uso
  • Epilessia

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