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DIADINAMICA

(Elettroterapia)

 

  • LA DIADINAMICA
  • CARATTERISTICHE
  • APPLICAZIONE  diadinamica

    LA DIADINAMICA


    L’elettroterapia è una branca della terapia fisica che utilizza a scopo terapeutico gli effetti biologici indotti dall’energia elettrica. La terapia viene effettuata facendo attraversare da una specifica corrente elettrica la parte del corpo da trattare e, a seconda dell’obiettivo terapeutico che si deve raggiungere, si seleziona la forma di corrente più appropriata. I due tipi di corrente utilizzata sono corrente continua e corrente variabile. L’applicazione dell’elettroterapia al corpo umano produce degli effetti biologici caratteristici e degli effetti biologici comuni. Quelli comuni sono:

    • Vasodilatazione, effetto comune a tutte le correnti impiegate per l’elettroterapia, le quali provocano la dilatazione dei vasi tramite il riscaldamento dei tessuti attraversati o per l’aumento del metabolismo dei tessuti oppure per azione sulle fibre nervose del sistema autonomo. La vasodilatazione comporta un aumento del flusso sanguigno che fa pervenire sostanze nutritizie e facilita la rimozione dei cataboliti e delle sostanze algogene, migliorando la nutrizione dei tessuti e attenuando il dolore.
    • Effetto termico, prodotto nei tessuti dall’attraversamento della corrente, è direttamente proporzionale alla resistenza e intensità della corrente e al tempo. Si verifica maggiormente nelle correnti ad altissima frequenza.

     

CARATTERISTICHE


 

La diadinamica è una corrente variabile il cui effetto biologico caratteristico è l’analgesia, cioè attenua il dolore agendo sulle strutture nervose addette alla percezione e alla trasmissione degli stimoli dolorosi.

Le correnti diadinamiche furono scoperte da Pierre Barnard nel 1929. Gli effetti biologici prodotti sono stati descritti come: reazione dinamogena (generatore di forza) stimolante sulla muscolatura e sulla sensibilità; reazione di inibizione sulla sensibilità e sulla muscolatura con conseguente effetto antalgico e miorilassante; reazione di assuefazione con annullamento degli effetti biologici, che compare quando la corrente impiegata ha frequenza e intensità costanti.

Le diverse reazioni sono influenzate dalla frequenza: a bassa frequenza (50 Hz) predomina l’azione dinamogena, ad alta frequenza (100 Hz) quella inibitoria.

Per queste caratteristiche Barnard propose più tipi di correnti con diverse combinazioni di frequenze per ottenere diversi effetti biologici:

  • Corrente monofase fissa: ha prevalente azione dinamogena. L’effetto predominante di questa corrente è l’azione eccitomotoria sulla muscolatura.
  • Corrente difase fissa: l’azione principale della corrente difase fissa è l’azione di inibizione sulla sensibilità, la quale è responsabile dell’effetto antalgico realizzato da questa corrente. L’azione inibitrice viene tuttavia ostacolata dalla rapida insorgenza dell’assuefazione.
  • Corrente periodo corto: ha prevalente azione dinamogena, determinando la contrazione dei muscoli, migliora lo stato di nutrizione dei tessuti e facilita il riassorbimento degli edemi postraumatici.
  • Corrente periodo lungo: ha prevalente azione inibitrice sulla sensibilità e sulla muscolatura, producendo analgesia e rilassamento muscolare.
  • Diadinamiche automatiche: la scansione automatica delle correnti diadinamiche viene utilizzata per evitare il fenomeno dell’assuefazione. Questa modalità di applicazione della corrente associa l’effetto antalgico, che è lo scopo primario delle correnti diadinamiche dato dal periodo lungo e dalla difase fissa, ad un effetto trofico indotto dal periodo corto. Questo effetto è dovuto alla vasodilatazione periferica prodotta da questa corrente; il miglioramento dello stato di nutrizione dei tessuti determina un’analgesia secondaria.

APPLICAZIONE


La terapia si effettua utilizzando due elettrodi posizionati sulla zona del dolore, regolando l’intensità della corrente in base alla sensazione riferita dal paziente, impiegando valori compresi tra la soglia di percezione dello stimolo e la soglia del dolore.

Indicazioni:

  • Postumi dolorosi di traumi articolari
  • Artropatie acute e croniche
  • Algie muscolari
  • Affezioni tendinee

Controindicazioni

  • Pacemaker, divieto assoluto per rischio di interferenza della corrente con la sua attività
  • Dermatiti e lesioni cutanee in prossimità della zona di applicazione
  • Aree di ipoestesia cutanea (ridotta sensibilità)
  • Presenza di metallo intratissutale (protesi articolari e osteosintesi metalliche)
  • Gravidanza, non essendo accertata l’innocuità se ne sconsiglia l’uso
  • Epilessia

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