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Dott. Paolo Colletti

Ortopedico (i suoi consigli per la salute)
Sono il Dott. Paolo Colletti, medico ortopedico, svolgo la mia attività su bambini, adulti ed anziani. Questo perché subito dopo la specializzazione sono entrato a lavorare in Ospedale, venendo quindi immediatamente a contatto con numerose patologie sia in ambito ambulatoriale che di pronto soccorso. Durante questo periodo ho continuato la mia formazione sia in Italia che all’estero (Miami, Chicago), entrando direttamente a contatto con culture ed approcci diversi alle patologie di interesse ortopedico. Questo mi ha permesso di consolidare alcuni aspetti della mia pratica sia clinica che chirurgica. Prima fra tutte è la mia convinzione che il paziente vada ascoltato poi visitato ed in ultimo vadano analizzati gli eventuali accertamenti, che rappresentano solo il completamento della visita per il fondamento del sospetto clinico. Attualmente svolgo la mia attività come libero professionista sia in strutture private che convenzionate, cerco di individuare il vero problema del paziente in modo da prestargli la cura che credo sia migliore. Credo fermamente che sia estremamente importante stabilire un rapporto empatico con il paziente sia per accompagnarlo nel miglioramento del suo problema (o guarigione), sia per fargli comprendere che non sempre un problema è risolvibile al 100%. Secondo me l’intervento chirurgico non è sempre l’unica soluzione; con il paziente bisogna intraprendere un percorso che inizia dall’analisi accurata del suo problema, seguito dalla valtuazione delle possibili cure e, in ultima analisi, solo se veramente necessario, ricorrere all’intervento chirurgico. Ci sono situazioni in cui l’intervento diventa improrogabile come ad esempio fratture scomposte dell’osso o rotture di tendini o legamenti. Mentre in altri casi come per esempio la rottura del menisco o dei tendini della spalla nel paziente anziano, l’intervento non è necessariamente la soluzione migliore. In questi casi infatti il trauma rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un problema più profondo. Un intervento non necessario espone il paziente al rischio di recidiva, non risoluzione o soltanto parziale risoluzione del problema. Il rapporto di fiducia medico-paziente sta alla base della guarigione del paziente stesso, guarigione che anche se incompleta lo aiuta ad affrontare con spirito migliore la sua malattia.

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