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IPERTERMIA

LE ORIGINI


La proprietà antalgica del calore, nota già in tempi remoti, ha presumibilmente suggerito l’intuizione che forse il calore aveva proprietà terapeutiche importanti oltre che antalgiche. E poiché le sue potenzialità esistono davvero, nel tempo si sono sviluppate numerose terapie termiche che sfruttano in modi diversi le proprietà del calore.L’ipertermia è una procedura di riscaldamento rivoluzionaria nel suo genere, che si basa sull’apporto di calore in modo particolarmente efficiente e controllato, rispetto ad altre termoterapie; questo in modo da ottimizzare le condizioni termiche richieste e quindi raggiungere metodicamente quelle prestazioni che la rendono migliore delle tradizionali terapie che sfruttano il calore e competitiva o alternativa o sinergica con altre terapie più accreditate di recente. L’ipertermia nasce intorno agli anni cinquanta trovando applicazione in campo oncologico come coadiuvante della radioterapia e della chemioterapia.

IPERTERMIA IN TERAPIA FISICA


Negli ultimi anni è stata individuata la sua efficacia, come terapia principale nel campo della terapia fisica, verso numerose patologie dell’apparato muscolo-scheletrico sia di origine traumatica sia degenerativa, in tutte le forme flogistiche post acute e croniche.

 

In generale l’ipertermia trova indicazione dove è utile stimolare le capacità di autoriparazione dell’organismo che, per qualche ragione sono lente o sopite. Quelli che seguono sono tra i suoi principali effetti fisiologici:

1. La vasodilatazione, con il conseguente aumento di perfusione o drenaggio linfatico, che facilitano la rimozione degli agenti infiammatori e l’apporto degli agenti riparativi, mentre viene favorito il metabolismo locale;

2. Un probabile effetto di “cell Killing”, ovviamente molto moderato, che stimola la ricostruzione di nuovi tessuti;

3. L’aumento della velocità delle reazioni metaboliche dovuto all’incremento di temperatura;

4. Risposte specifiche dell’apparato muscolo-scheletrico all’aumento di temperatura, quali l’aumento di estensibilità delle fibre collagene e il rilasciamento muscolare (riduzione dello spasmo) per la modificata attività dell’organo tendineo di Golgi e dei fusi neuro-muscolari.

DEFINIZIONE E REQUISITI


L’ipertermia consiste nell’imporre a una determinata parte del corpo un ciclo termico accurato e specifico, per sito e patologia, caratterizzato da un aumento significativo e prestabilito della temperatura del distretto interessato. La caratteristica fondamentale che distingue l’ipertermia dagli altri tipi di termoterapia è quindi il controllo della distribuzione della temperatura in tutto il volume sotto trattamento e per tutta la durata della seduta. Riguardo alla parte da trattare, poi, l’ipertermia può essere qualitativamente suddivisa in:

 

  • Locale, quando l’innalzamento di temperatura è confinato in un piccolo volume che si trova generalmente nelle immediate vicinanze della sorgente riscaldante;
  • Regionale, quando la zona interessata è decisamente più estesa a è ancora possibile tentare di mantenere a livelli normali la temperatura del resto del corpo;
  • Total body, quando la temperatura di tutto il corpo è innalzata ad un livello ipertermico omogeneo.

Si distingue inoltre fra ipertermia superficiale e profonda a seconda della distanza che intercorre fra la superficie del corpo e il punto più lontano che deve essere portato a livello ipertermico. La terapia ipertermica, poi, consta di una serie di sedute il cui numero, cadenza e durata sono specifici del particolare obiettivo terapeutico.

 

 

INDICAZIONI TERAPEUTICHE


Alla luce di quanto esposto finora sarà per ciò comprensibile come il trattamento di ipertermia con calore profondo sia indicato per il trattamento di un elevato numero e tipologia di patologie.
Tenendo conto dei tempi biologici di riparazione dei tessuti, in relazione alle patologie acute, e che molti dei dolori cronici a carico dell’apparato muscolo-scheletrico sono dovuti a una degenerazione su base vascolare dei tessuti, possiamo concludere che il trattamento con l’ipertermia è indicato nelle patologie subacute e croniche, su base infiammatoria o degenerativa, a carico del tessuto connettivo compatto (tendini, capsula articolare, legamenti), tessuto osseo, tessuto muscolare e tessuto cartilagineo e le zone anatomiche dove questi tessuti sono fra loro variamento associati.

PATOLOGIE PER LE QUALI È INDICATO IL TRATTAMENTO CON L’IPERTERMIA


TENDINEE

  • Tendiniti
  • Peritendiniti
  • Tenosinoviti
  • Tendinopatie ed Inserzionali
  • Tendinosi

MUSCOLARI

  • Contratture
  • Contusioni
  • Strappi
  • Miosite Ossificante
  • Fratture

OSTEO CARTILAGINEE

  • Contusioni
  • Distorsioni
  • Artrosi
  • Periositi

NEURALI

  • Neuromi
  • Sindromi Canalicolari

CONTROINDICAZIONI


Sono controindicazioni assolute al trattamento con ipertermia:
• La patologia in fase acuta.
• Gravi deficit cardiocircolatori.
• Insufficienza del microcircolo (diabete).
• Neoplasie.
• TBC.
• Stati infettivi locali o sistemici.
• Pazienti portatori di pace-maker.
• Infezioni cutanee nella sede da trattare.
• Gravidanza in atto (se la patologia è prossima all’addome).

Controindicazioni relative sono invece quelle situazioni nelle quali il trattamento può essere effettuato ma con cautela:

  • presenza di tessuti ischemici;
  • l’obesità;
  • la presenza di protesi o impianti metallici;
  • la presenza di cartilagini di accrescimento.

Il criterio guida per un corretto uso del calore risulta essere pertanto lo stadio della malattia; se in fase subacuta, il riscaldamento sarà blando, mentre potrà essere forte nelle patologie croniche, a parità delle altre condizioni, come il tipo di tessuto e di patologia.

 

Tratto da “IPERTEMIA” di E. Alicicco G. Alessandrelli e A. Borrani Edizioni EDI – ERMES

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